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Marsica

Arbitri Avezzano, tutti promossi e zero bocciati

Bilancio di successo per gli arbitri della sezione 'G. Ferri' di Avezzano. La stagione sportiva battezzata dal raduno di Villetta Barrea. 4 giorni nel verde del Parco d'Abruzzo.

Desk L'Aquila IlCapoluogo
martedì 22 settembre 2015 14:17

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di Gioia Chiostri

5 nomine di carattere nazionale per la sezione AIA 'Giacomo Ferri' di Avezzano. I giovani atleti appartenenti alla storica sede arbitrale della città, continuano a macinare successi: la CAN B sembra essere stata arpionata a dovere. «Abbiamo chiuso la stagione passata con un bilancio più che eccezionale; - afferma il presidente attuale della Sezione AIA della città, Alfredo Leonetti - la Regione Abruzzo può ben dire di avere un osso avezzanese resistente». La figura dell'arbitro di calcio che si vuole costruire nella città di Avezzano combacia con l'immagine di uno sportivo fresco, asciutto nella personalità, che abbia sempre voglia di apprendere e che, nello specifico, non si senta mai arrivato. «Il nostro diamante grezzo di punta, quale l'arbitro di calcio a 11 Gabriele Scatena, ad esempio, si sta affacciando or ora per la prima volta nel panorama nazionale. Lui ha sempre il cartellino dell'umiltà ben fisso nella tasca della giacchetta nera».

L'atleta Aleandro Di Paolo, bandiera ufficiale della culla dell'arbitraggio di Avezzano, è stato riconfermato alla CAN B con successo. Una grandissima stagione, quella perseguita dallo sportivo originario della città marsicana, che «lo ha portato a dirigere - spiega il presidente - le gare calcistiche più belle e di più intenso valore della sua categoria di appartenenza. Senza contare che, Di Paolo, è giunto tra i primi della 'classe' nella graduatoria finale». Una nomea indiscussa quella della sezione 'G. Ferri', rinverdita oggi più che mai anche dalla conferma su scala nazionale di Luca Solazzi, in qualità di assistente in Can Pro. Promosso dell'anno in CAN B, invece, l'osservatore Stefano Calabrese, seguito a ruota dall'atleta Davide Stringini, 'arruolato' assistente sempre in CAN B e da Gabriele Scatena stesso, premiato arbitro alla Cai. Una rosa robusta questa, che non disdegna nemmeno il panorama regionale. «La nostra sezione, in Abruzzo, ha riportato il maggior numero di promossi e di riconferme sportive», dice ancora Leonetti. La prima azione della stagione sportiva avezzanese appena incominciata ha avuto luogo a Villetta Barrea, nel polmone verde d'Abruzzo: un ritiro sezionale illuminato dalla luce della formazione. Guide indiscusse: il vice presidente del CRA Fabrizio Lanciani, l'autoctono osservatore Calabrese e, durante l'ultima giornata sportiva vissuta all'aria aperta, il presidente del CRA in persona Giancola, accompagnato dal componente Molino. «Il raduno ha preso le mosse dalle prove atletiche periodiche effettuale presso lo Stadio dei Pini della città di Avezzano, la mattina del 1 settembre», aggiunge Leonetti. Una sorta di 'prova del nove' per gli arbitri della sezione locale in quanto a forma fisica mantenuta e a capacità mentale impostata. «Il direttore d'orchestra di una partita di pallone, quale l'arbitro di calcio, - afferma ancora Leonetti - ha, nelle sue mani, la chiave che apre tutte le porte. Sta a lui, in quanto esempio fulgido in campo, saperla utilizzare nel migliore dei modi e nel rispetto di tutti gli altri attori del rettangolo verde».

Preparazione sia tecnica che psicologica, quindi, per i 40 ragazzi che hanno preso parte al raduno sezionale. «Sono stati selezionati in breve, in un bacino di utenza molto più ampio, le 40 promesse del futuro: coloro, cioè, che con impegno e costanza, hanno dimostrato di saper fare l'arbitro di calcio, il quale mestiere esula dalle ribellioni futili giovanili. Negli ultimi anni, il gruppo dei giovani atleti è cresciuto a dismisura, andando ad accogliere anche una grande scoperta, quale quella delle giacchette rosa: aumentate, fortunatamente, di molto rispetto agli anni precedenti». La fatica, come lo sport, è asessuata. Scarpini appesi al chiodo, invece, per il terzo giorno di raduno sezionale: gli arbitri di calcio hanno preso, cioè, possesso della natura circostante. «E' stata organizzata, di fatti, una passeggiata stile trekking fra i recinti fiabeschi del Parco Sirente-Velino. - afferma infine il presidente - Siamo arrivati, a piedi, sino alla zona della Camosciara,nel cuore del Parco, dove, verso ora di pranzo, abbiamo dato luogo ad una grigliata in piena regola e in totale armonia. Squisita padrona di casa, la Protezione Civile di Villetta Barrea, che ha accompagnato gli arbitri nella loro salita verso mete naturali, ma, fortunatamente, di panorama quotidiano».

Ultima meta veleggiata dal presidente Alfredo Leonetti per l'anno che verrà: la volontà di irrobustire conoscenza, sapienza nonché essenza esperienziale in merito all'universo sportivo del Calcio a 5. «In Abruzzo, negli ultimi anni soprattutto, questo settore agonistico risulta in piena evoluzione. Pescara e Montesilvano, ad esempio, sono tutt'ora fra le migliori squadre italiane di Calcio a 5 scese in campo. La nostra zona, dopo quella costiera, è giudicata la nuova fucina di talenti di merito, sia maschili che femminili».

Prossimo appuntamento con gli arbitri? «Nel mese di ottobre, partirà il nuovo corso ufficiale. Avezzano, quindi, continua nella sua opera di sensibilizzazione», anche se, nel 2016, l'obiettivo primario della Sezione 'G. Ferri' non si riassume più nel numero, ma nella luce della qualità. «Vogliamo circondarci - conclude il presidente - di atleti in gamba e volenterosi. Il nostro primo scopo in quanto Organo Tecnico sezionale, è quello di formare, in primo luogo, dei bravi ragazzi e, solo successivamente, degli arbitri bravi. In campo, inutile negarlo, si può sbagliare sempre: è l'educazione la sola cosa che differisce un buon arbitro da un cattivo arbitro». Anche dalla Sezione di Avezzano, infine, giunge il No alla piega e piaga sporca delle scommesse calcistiche. «L'ambiente pulito è il nostro più talentuoso biglietto da visita; noi insegniamo, sul rettangolo verde del mondo del calcio, ad applicare le regole che noi stessi rispettiamo. E sono regole non solo di giuoco, ma anche di vita».

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