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L'Aquila

Funzionario Agenzia Entrate denunciato e sospeso

«Si appropriava delle somme riscosse per le pratiche di accatastamento». Funzionario denunciato e sospeso dall'esercizio delle proprie funzioni. Operazione Gdf.

IlCapoluogo.it
venerdì 25 settembre 2015 11:31

È stato notificato dai militari del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell'Aquila un provvedimento di «sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio per la durata di 12 mesi» e di «sequestro preventivo per un importo pari a 6.900 euro», emessi dal Gip del capoluogo abruzzese, nei confronti di un tecnico responsabile del servizio Documenti Catasto Fabbricato dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Provinciale L'Aquila Territorio.

Il provvedimento giudiziario giunge al termine di un'indagine avviata a gennaio dai finanzieri del capoluogo abruzzese, coordinati dalla Procura della Repubblica dell'Aquila, a seguito di alcune presunte anomalie riscontrate e segnalate dagli Uffici dell'Agenzia delle Entrate con riferimento a operazioni svolte da un proprio funzionario.

Le investigazioni - avviate sulla scorta delle presunte anomalie rilevate dal predetto Ufficio Finanziario e da questo opportunamente segnalate con apposita denuncia presentata presso gli uffici del locale Nucleo Polizia Tributaria - hanno permesso di appurare la presunta «commissione di gravi e reiterate condotte illecite da parte del responsabile del servizio catasto fabbricati dell'Agenzia delle Entrate dell'Aquila». Questi, avendo in ragione dell'incarico ricoperto la disponibilità di somme di denaro derivanti dal pagamento dei tributi per le pratiche catastali di nuovo accatastamento delle proprietà immobiliari o per variazioni catastali di edifici già esistenti, si sarebbe appropriato, secondo gli investigatori, «della somma complessiva pari a 1.400 euro, omettendone il versamento all'Erario e consegnando, per ricevuta, agli ignari presentatori delle istanze di accatastamento quietanze relative a pratiche di anni precedenti».

Le indagini, condotte attraverso l'attento e capillare esame del carteggio gestito dal funzionario, anche tramite l'assunzione di testimonianze di soggetti terzi, hanno fatto inoltre emergere, sempre secondo gli investigatori, «gravi episodi di concussione». In particolare è stato accertato che l'indagato avrebbe «costretto un professionista a consegnargli, nel periodo dal gennaio del 2011 al novembre del 2014, la somma complessiva di 5.500 euro per la registrazione di 100 pratiche edilizie secondo un preciso tariffario che teneva conto della tipologia degli immobili da accatastare».



Al termine delle indagini il pubblico funzionario è stato deferito per i reati di peculato e concussione e, successivamente, colpito dal provvedimento di sospensione dall'esercizio delle proprie funzioni e di sequestro per 6.900 euro, corrispondente al valore delle somme ritenute «illecitamente ottenute».

L'operazione testimonia «la particolare attenzione riservata dal corpo della Guardia di Finanza alla lotta all'illegalità nella pubblica amministrazione che, come noto, altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli operatori onesti facendo lievitare il costo dei servizi pubblici».

«FENOMENI DEL GENERE FRONTEGGIATI DALLA COLLABORAZIONE. UN PLAUSO ALLE FIAMME GIALLE» - «Gli accertamenti che hanno portato alla denuncia in stato di libertà del funzionario dell'Agenzia delle Entrate dell'Aquila, hanno preso spunto dalla segnalazione dello stesso Ente e sviluppata dalla Guardia di Finanza. Devo fare i complimenti al Corpo delle Fiamme gialle per il suo modo di agire, come sempre in prima linea per efficienza e puntualità, nel contrasto anche alla corruzione».

Lo ha detto il procuratore della Repubblica dell'Aquila (che è anche procuratore Distrettuale antimafia) Fausto Cardella, commentando l'attività di polizia giudiziaria che ha portato stamane alla denuncia per peculato di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate. Secondo l'accusa mossa dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle dell'Aquila, (diretti dal tenente colonnello Sergio Aloia sotto la supervisione del colonnello Flavio Urbani, comandante provinciale del Corpo), il funzionario si sarebbe appropriato delle somme di denaro riscosse per la pratiche di accatastamento di immobili e in talune situazioni avrebbe chiesto altro denaro per sbrigarne delle altre.

«L'attività posta in essere - ha aggiunto Cardella - evidenzia la collaborazione tra pezzi di Stato, nel caso specifico, tra l'Agenzia delle Entrate e la Procura della Repubblica, sancita peraltro da due protocolli d'intesa. Tutto ciò - ha concluso il procuratore capo della Repubblica dell'Aquila - consente di fronteggiare al meglio questi fenomeni».

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