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Attualità

Morte baby calciatore, Coni difende controllo dell'attività sportiva

Morte baby calciatore. Interviene il presidente del Coni: «Possono capitare situazioni del genere che sicuramente non dovrebbero capitare. Medicina scolastica è la vera pecca».

Desk 2
martedì 29 settembre 2015 09:53

«In Italia i controlli per quanto riguarda i giovani che fanno attività sportiva sono all'avanguardia. Purtroppo possono capitare situazioni del genere che sicuramente non dovrebbero capitare. La scuola dovrebbe affrontare un pochino di più seriamente la medicina scolastica, i ragazzi dovrebbero essere controllati più a scuola».

Così il presidente del Coni Abruzzo, Enzo Imbastaro, rispondendo ad una domanda sulla questione sicurezza e salute dei giovani sportivi, dopo la morte del bambino di 9 anni, dei Pulcini di Pineto (Teramo), seguita ad un malore accusato durante un allenamento con i compagni.



«A livello sportivo - dice Imbastaro a margine di una conferenza stampa su altro tema, svoltasi a Pescara - i ragazzi vengono controllati abbastanza seriamente, ma qualcosa può sfuggire e queste situazioni ci fanno riflettere su ciò che si dovrebbe fare. E' da migliorare il servizio, ma penso che l'Italia sia all'avanguardia per il controllo dell'attività sportiva».

Per quanto riguarda la legge che prevede l'elettrocardiogramma sotto sforzo solo per chi ha più di 12 anni, il presidente del Coni dice che «forse bisognerebbe abbassare l'età perché adesso la fascia è un pochino superiore a quella a cui apparteneva il ragazzo».

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