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Ad un anno dall'inizio del progetto Life "Coornata" finanziato dalla comunità europea per la salvaguardia del camoscio d'Abruzzo, il parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise fa il punto della situazione in vista del "Piano per la conservazione e la gestione del camoscio" da predisporre entro il 2014, avviando la fase del censimento estivo di uno degli animali "totem" dell'area protetta, che quest'anno compie 90 anni di vita.
Fino ad oggi, sono stati messi i radiocollari a 15 camosci, costantemente seguiti dai biologi e dai veterinari del parco. Ciò ha comportato un impegno di seicento ore di ricerca sul campo e 2 mila e 500 controlli telemetrici per comprendere il tasso di natalità, di sopravvivenza e di accrescimento nonché, la struttura della popolazione.
Per le stesse finalità di protezione del camoscio, è stata intrapresa dal parco, un'altra azione importante: in collaborazione con gli allevatori, sono stati messi a punto speciali programmi sanitari per gli animali domestici, bovini, ovini e caprini, che pascolano abitualmente nelle stesse aree del camoscio. A più di 500 capi è stata somministrata gratuitamente una profilassi antiparassitaria.
Il censimento del 2011 ha fatto registrare un aumento della popolazione di almeno 100 unità. La conta è stata fatta nel luglio dello scorso anno e ripetuta a novembre lungo 23 circuiti dell'area protetta. Il numero massimo di camosci osservati nel corso del conteggio è stato di 530 e fra questi ci sono 131 capretti, i piccoli nati lo scorso anno. Si registra quindi un aumento dei nati rispetto agli ultimi due anni con un tasso di sopravvivenza intorno al 46% che per i camosci è in linea con la media storica.
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